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giovedì 8 dicembre 2011

Il Grande Fiume

Oggi vorrei parlare di un luogo che merita un giro, un posto magnifico, incredibile e maestoso... Le rive del Po, il particolare queste fotografie sono state scattate nei giorni scorsi tra Guastalla e Gualtieri

Maestoso fiume, è bello contemplare sulle tue rive

e osservare i pescatori
.

Hai la potenza dello scorrere del sangue della terra e quando ti gonfi 

a noi, che guardiamo attoniti e senza comprenderti, non rimane che ammirare la tua grandiosità.


Chi invece ti comprende vive di te... come il tuo Re...

Grande Po!




sabato 3 luglio 2010

Psicogeografia e derive psicogeografiche...

Possiamo dire di conoscere veramente il luogo in cui viviamo?
Non sto parlando delle nostre case, ma dei nostri paesi, dei nostri quartieri, delle nostre città,...


Usiamo addirittura l'appellativo "nostre" per definirle, ma cosa conosciamo davvero di esse?
La nostra vita normalmente si dipana principalmente tra pochi luoghi: l'abitazione, il luogo di lavoro o di studio, la palestra, la scuola dei figli, la parrocchia, il bar o qualche locale di svago,... comunque poco di più.
E quali percorsi scegliamo per raggiungerli? Solitamente i più brevi!
Cito da wikipedia:


La psicogeografia è una metodologia d'indagine dello spazio urbano creata nei primi anni cinquanta dal movimento di avanguardia artistica dei lettristi.
Nel 1953 Ivan Chtcheglov scriveva: "Sire, io vengo dall'altro paese. Nelle città ci annoiamo, non c'è più un tempio del sole" (...) "I diversi quartieri di questa città potrebbero corrispondere all'intera gamma di umori che ognuno di noi incontra per caso nella vita di ogni giorno".
Nel primo numero del bollettino dell'Internazionale Situazionista, pubblicato nel 1958, la psicogeografia viene definita "Studio degli effetti precisi dell'ambiente geografico, disposto coscientemente o meno, che agisce direttamente sul comportamento affettivo degli individui".
La psicogeografia è un gioco e allo stesso tempo un metodo efficace per determinare le forme più adatte di decostruzione di una particolare zona metropolitana.





La tecnica dell'esplorazione psicogeografica è la Deriva, che indica un passaggio improvviso attraverso ambienti diversi. Guy Debord ha suggerito alcune indicazioni per mettere in pratica una deriva psicogeografica: «Per fare una deriva, andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che SAPETE, ma in base a ciò che VEDETE intorno. Dovete essere STRANIATI e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l'alto, in modo da portare al centro del campo visivo l'ARCHITETTURA e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari. »... 
Se è facile prendere la tangente verso ciò che incuriosice in un luogo nuovo, lo è meno in un luogo familiare e che frequendiamo spesso perché dobbiamo sempre andare da qualche parte e dobbiamo farlo in un determinato tempo che è sempre il minore possibile e solitamente dobbiamo anche rispettare certi orari.

Io ho provato la tecnica della deriva qui a Reggio Emilia, dove vivo da sempre e di tanto in tanto continuo...
Lascio che le sensazioni del movimento prendano il sopravvento, che ciò che mi trasmette il luogo in cui sono pervada tutti i miei sensi.
L'unica cosa che seguo in quei momento è ciò che attira il mio interesse.
Se non pensiamo al futuro, ma al presente, se sentiamo quello che ci comunica il luogo nel quale ci stiamo muovendo entriamo in una speciale connessione con esso e lo viviamo più intensamente conoscendolo più a fondo, conoscendolo nella pancia...
Io ho fatto di più, ho tentato di documentare con la macchina fotografica qualche deriva e quelli che vedete qui sono alcuni risultati...


Vi consiglio di provare mentre siete in ferie e avete tempo "da perdere", studiate i luoghi che percorrete, appropriatevene, ma fate ancora di più: appropriatevi delle sensazioni che vi provocano senza pensare alla fretta, allo stress e alla meta che tanto siete in ferie e nessuno vi rincorre...

Vi garantisco che non sarà tempo perso!

Buone derive a tutti!

lunedì 19 aprile 2010

Fotografia istintiva - al lago

Domenica al lago di Garda passata amici conosciuti per caso. Ero in vacanza al mare da solo, e magicamente si è formato un gruppo di persone affini. Siamo diventati amici carissimi nonostante viviamo sparsi per l'Italia. Pranzo spettacolare, compagnia simpaticissima, giornata splendida, battute a raffica, anche il tempo ci ha dato una mano, un tiepido sole di primavera che profumava l'aria. Mentre tornavo a casa il senso di nostalgia giocosa saliva e così non presi subito l'autostrada, mi avventurai sul lungo-lago cercando di prolungare il senso di allegria che stava diventando velatamente malinconica.
Scesi per una stradina che mi portava sulla riva, non so dov'ero, ma non importava nulla. La casualità era una componente fondamentale di questa giornata, così come ho conosciuto in modo aleatorio queste persone, stavo cercando di prolungare in modo stocastico la giornata...
Parcheggiai la macchina e imboccai a piedi la stradina che porta sul lago. Un venticello gentile si mischiava al sentimento di leggero rimpianto che diventava via via più forte. Una passeggiata ci vuoleva proprio! Cosa mancava? Solo la macchina fotografica... Frugai in tasca. Eccola! Ma certo, l'avevo presa per portare a casa quei momenti felici! Iniziai a scattare in modo istintivo in quel posto che non conoscevo. La prima cosa che vidi fu un albero.





Scesi alla spiaggia di ciotoli e scattai, scattai, scattai...
Ecco finalmente il lago:

e un esile pontile senza barche.
Non un'anima viva sulla spiaggia, tutta solamente mia, calma piatta che decantava e tratteneva tutto...


L'energia si stava riequilibrando e riprendeva il giusto corso. Ecco ora potevo tornare a casa...

Tranquillo.
La sorpresa di guardare le immagini sul PC mi da modo anche ora di ritrovare le stesse sensazioni provate in quel ritorno prolungato.
Ve lo consiglio, se avete un po' di tempo prolungate i viaggi di qualche fotografia casuale...